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Antidoot Wilde Fermenten

Antidoot Wilde Fermenten Lunedi 3 Dicembre 2018.
Dopo un meeting presso 3 Fonteinen Brouwerij mi dirigo verso est con l’auto noleggiata all’aeroporto di Zaventem e ammaccata dopo una verticale di Stille Nacht al meraviglioso Kulminator di Anversa.
La temperatura in Belgio è anomala, ci sono 13 gradi, la ricordavo più fredda in inverno, il tempo inoltre è molto variabile: sole/temporale/sole/nuvole ecc…
Il paesaggio verde e boschivo si scontra con gigantesche pale eoliche, lasciano presagire che il confine con l’Olanda, terra dei mulini a vento, non sia lontano.
Dopo un’oretta di macchina lascio la E314 e mi inoltro nel territorio di Kortenaken. Strade ben asfaltate, casette a schiera in mattoncini, ognuna con il proprio giardino…questo è il vero Belgio, non il quartiere di Anderlecht!
Arriviamo all’indirizzo Diestsestraat 41 e lì, accanto all’abitazione di Tom Jacobs, si trova il birrificio Antidoot Wilde Ferment.

Dopo 5 minuti di attesa arriva Tom con il suo immancabile cappello in testa.
Entriamo subito nella struttura, al piano terra c’è una schiera di barriques tutte provenienti dalla Borgogna ornamentate con luppoli in fiore ormai secchi.



Chiacchieriamo per un po’ mentre sorseggiamo l’unica birra disponibile in birrificio in quel momento, L’or du pré, farmhouse fermentata in botte con aggiunta di fiori di dente di leone. Veramente ben fatta: fresca, acidula, secca e dissetante. Sarà la prima birra  di Antidoot Wild Fermenten in commercio dal 15 dicembre 2018.
Al piano di sopra ci sono altre botti che borbottano, contengono sidri di mele in fermentazione. In questa stanza c’è anche l’impianto di birrificazione e la coolship,in acciaio. La cosa particolare è che Tom Jacobs ha posto su di essa un tettuccio in vimini nel quale, cotta dopo cotta, si è annidata una microflora che infetta il mosto ogni qualvolta che questo viene lasciato a raffreddare durante la notte.

Dopo la visita al birrificio Tom mi ha portato a visitare la parte esterna, una piccola fattoria in pratica dove si trovano alcune piante di luppolo Cascade (Cascade poiché attecchisce praticamente ovunque), qualche filare di uva Pinot, alberi da frutta, fiori e tre caprette.

Tom si è dimostrata una persona veramente gentile ed umile, ha dedicato una mattinata a me e mi ha anche invitato a pranzo nonostante lavori pressoché da solo in birrificio, suo fratello Wim lo aiuta nel weekend quando può ma non se la sente di lasciare il suo lavoro da dottore.
Gli chiesto se amasse partecipare ai festival, ma vedendo la vita che fa il suo amico Raf Soef di Bokkereyder preferisce stare fuori dal mondo dei geeks, a lui l’hype non interessa, infatti partecipa solamente ad un festival nonostante sia stato contattato molte volte, secondo lui più bello di tutti: il Carnivale Brettanomyces di Amsterdam.
La strada che vorrebbe percorrere è quella di vendere i suoi prodotti ai ristoranti, luoghi poco frequentati dai geeks e molto frequentati da persone che si limitano a bere e ad apprezzare il prodotto, anche se da quanto ho potuto notare, i prodotti Antidoot Wild Fermenten si trovano anche in alcuni bar quali il Muted Horn di Berlino.  Secondo voi Tom vorrebbe adottare questa strategia perché produce poco, oppure inconsapevolmente o meno sta intraprendendo la strada che porta dritti nel giro dei geeks? D’altronde i presupposti ci sono tutti: prodotti notevoli, consumo nei ristoranti o nei bar senza possibilità di asporto e pochissime possibilità di acquisto nei beer shop, produzioni limitate. Staremo a vedere, fatto sta che auguro a Tom tutta la fortuna di questo mondo!

https://www.antidoot.be/
https://www.cantinabrassicoladigitale.it

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Geuzestekerij De Cam

Geuzestekerij De Cam Situata a Gooik, a sud di Bruxelles, questa Geuzeria è gestita unicamente da Karel Goddeau.
Karel acquista i mosti dai produttori che possiedono l’impianto di birrificazione e sapientemente li lascia fermentare all’interno di botti in rovere, la maggior parte delle quali provenienti dal birrificio Pilsner Urquell.

Come tanti altri produttori belgi, Karel conduce una vita molto semplice, è un tradizionalista molto legato al folklore, rifiuta sempre di partecipare ai vari festival in giro per il mondo perché in primis non ha alle spalle un’azienda numerosa, ma anche perché preferisce stare al di fuori del mondo dei geeks e lontano dall’hype.
Nella scatto sottostante è stato immortalato il momento in cui ci fa provare il suo nuovo esperimento che quando uscirà chiamerà “Speciale”. Si tratta di un blend di lambic di varie annate con aggiunta di uva spina e ribes rossi. L’abbiamo trovato veramente rinfrescante, non sarà facile reperire le bottiglie in quanto sarà un’edizione molto limitata, invece la nostra selezione De Cam puoi trovarla qui

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Brasserie Cantillon

Brasserie Cantillon è sicuramente la prima tappa che effettua un amante di Lambic, sia per la facilità di raggiungere il birrificio oltre che per la popolarità di questi prodotti sempre più difficili da reperire.
Il birrificio, l’unico rimasto aperto in città,  si trova nel quartiere di Anderlecht, precisamente in Rue Ghede 56.
Venne inaugurato nel 1900 dalla famiglia Cantillon fin quando l’ultimo successore lo cedette al genero Jean Van Roy, l’unico familiare che ebbe il coraggio di continuare a produrre questi prodotti che secondo altri sarebbero andati verso un’imminente declino.
Il birrificio ha rischiato molte volte di chiudere i battenti per via delle nuove norme igieniche agroalimentari, tuttavia questa rischio è stato definitivamente scongiurato da quando Brasserie Cantillon è divenuta ufficialmente “Musée Bruxelloise de la Gueuze“.
Attualmente il birrificio è aperto a tutti i visitatori quasi tutti i giorni dell’anno ad eccezione di qualche data facilmente verificabile sul sito ufficiale.
Un evento in particolare suscita grande interesse negli appassionati, “Le Brassin Public“, ovvero la cotta pubblica. Durante questa speciale giornata si potrà vivere l’emozione di produrre il mosto fianco a fianco a Jean Van Roy, dall’ammostamento al trasferimento del mosto nella vasca di raffreddamento. Si potrà ammirare la pulizia delle botti con il metodo “à l’ancienne”, il tutto accompagnato da degustazioni varie. Di seguito il link del video che riassume l’intera giornata.
BRASSIN PUBLIC 2016
Tutti i prodotti Cantillon acquistabili su Cantina Brassicola Digitale puoi trovarli Qui.

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Cà del Brado

Cà del Brado nonostante sia un progetto molto giovane (2016) rientra perfettamente in linea con la filosofia della Cantina Brassicola Digitale.
L’ idea di Cà del Brado consiste nella cura della fermentazione e dell’affinamento di mosti di malto attraverso maturazione in tini di legno, ognuno dei quali rilascerà al prodotto caratteristiche uniche.
Il suffisso Cà è stato scelto per mantenere una denominazione legata al territorio, la cantina si trova in provincia  di Bologna infatti, mentre il termine brado assume due significati: lento (dal latino bradus) e selvaggio, che sono le caratteristiche contraddistinguenti i prodotti del birrificio, considerando che i tempi di fermentazione e affinamento nelle botti per mezzo di lieviti selvaggi e flore batteriche  possono durare anche anni.
Bellissimo è il sito dell’azienda, nella sezione “cantina” è possibile conoscere la storia e gli utilizzi passati di tutte le botti ubicate nella cantina.
Sul sito nella sezione “CERCA LOTTI” digitando il codice visibile sull’etichetta si possono scoprire i vari processi subìti dal mosto prima di essere imbottigliato o infustato.
Cà del Brado per il momento ha commercializzato una Farhouse Ale chiamata Inverno Muto, due IGA di cui una versione prodotta con aggiunta di acini a bacca bianca, l’altra a bacca rossa denominate entrambe Û.
La linea Pié Veloce invece è un progetto dedicato alla fermentazione del mosto per mezzo di lieviti appartenenti alla famiglia dei Brettanomyces. Questo a sua volta si declina in due: una linea fermentata con Brettanomyces Bruxellensis, un’altra con Brettanomyces Lambicus.
Della serie Pié Veloce sono state prodotte anche delle versioni limitate che si contraddistinguono per aver subìto il processo di Dry Hopping (luppolatura a freddo): Pié Veloce Brux  con dry hopping di Cascade e Pié Veloce Lambicus con dryhopping di Golding.
A breve sono previste le uscite di altre birre tra cui quella di una Gose chiamata Zena.
Noi di Cantina Brassicola Digitale siamo molto affascinati da questo progetto, cercheremo pertanto di avere sempre aggiornata sul nostro sito l’intera linea Cà del Brado. Per tale motivo vi consigliamo di rimanere sempre sintonizzati, la cantina bolognese è sempre in…fermento!
Le birre Cà del Brado sono disponibili QUI

https://www.cadelbrado.it/

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Oud Beersel

Oud Beersel è un birrificio belga situato a Beersel, bellissima cittadina situata a pochi chilometri a sud di Bruxelles.
Venne fondato nel 1882 dalla famiglia Vandervelden e rimase aperto per quattro generazioni fino al 2003 quando l’ultimo erede decise di mollare tutto per diventare postino.
Tale notizia venne appresa da un impiegato in telecomunicazioni appassionato di Lambic, un certo Gert Christiaens, il quale decise di prendere le redini del birrificio assieme all’amico Roland De Bus.
Gert prima di tutto si iscrisse ad un corso di birrificazione a Gent e successivamente imparò l’arte del blending e della gestione della cantina accanto a Henry Vandervelden, ormai ottantenne.
Poiché come tutti sappiamo una Geuze viene prodotta assemblando un Lambic di uno, due e tre anni, per finanziarsi i nuovi proprietari produssero una Tripel chiamata “Beersalis Tripel“, tutt’ora in commercio.
Nel 2007 vennero commercializzate le prime Geuze e Kriek.
Oud Beersel non ha un impianto proprio ma ciò nonostante non acquista mosto da altri, bensì lo produce in un birrificio vicino e immediatamente lo trasferisce all’interno della bellissima cantina accessibile ai visitatori.
Nella cantina si possono ammirare antiche botti di varie dimensioni. Alcune di queste sono state prelevate al porto di Anversa agli inizi del ‘900, un tempo infatti venivano utilizzate per trasportare via mare il vino liquoroso denominato porto.
L’ultimo investimento di Oud Beersel è stato l’acquisto di un terreno nel quale piantare alberi di ciliegio che produrranno i frutti che un giorno saranno utilizzati per la produzione di Kriek.
I prodotti Oud Beersel puoi trovarli QUI

http://www.oudbeersel.com/it/

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Brouwerij 3 Fonteinen

Brouwerij 3 Fonteinen nasce nel 1953 anno in cui Gaston Debelder preleva il 3 Fonteinen café di Beersel.
A lui successero i suoi due figli Guido e Armand Debelder, gli attuali proprietari del birrificio. Il primo scelse di gestire il ristorante del café, mentre Armand proseguì la strada del padre come assemblatore di Lambic.
A fine anni ’90 viene installato nella sede un piccolo birrificio. Da questo momento in poi Armand oltre ad assemblare divenne anche un produttore.
Tutto sembrava andare per il verso giusto fino a quando nel 2009 un guasto ad un termostato della cantina fece balzare la temperatura da 19 a 60°C rovinando oltre cinquantamila litri di mosto e pregiudicando le vendite per i successivi tre anni. Per evitare il fallimento venne venduto l’impianto, una parte del mosto venne distillata ed inoltre venne commercializzata una linea di blend di Lambic ad edizione limitata.
Fortunatamente la situazione economica si ristabilì e Armand poté acquistare un nuovo impianto di birrificazione in funzione tutt’ora. Questo si trova a Beersel, adiacente al ristorante gestito da Guido. Qui viene fabbricato il mosto successivamente raffreddato nella classica vasca  a disposizione della maggior parte dei produttori di Lambic.
Il 1 settembre 2016 è stata inaugurata la nuova bottaia distante circa 3 km da Beersel, a Lot precisamente.
La struttura dispone anche di una sala degustazione che si affaccia sull’enorme cantina nella quale sono ben disposte enormi foudres prodotte da Veneta Botti, altre botti un tempo appartenute al birrificio Pilsner Urquell ecc…
Il prossimo passo prefissato dall’azienda è quello di rendere l’edificio energicamente indipendente grazie all’installazione di un sufficiente quantitativo di pannelli solari.
I prodotti 3 Fonteinen puoi trovarli QUI